Esperta di strategie della comunicazione, pubblic affairs, procedure normative e regolamentari, regolamentazione dei media. Giornalista pubblicista.
Ha seguito da Bruxelles il lungo processo di revisione della precedente Direttiva Europea sulle Tv, poi denominata “Direttiva sui Servizi di Media Audiovisivi”.
Nel 2009 è stata nominata responsabile dell’Osservatorio del Dipartimento Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico, sul recepimento della stessa. Ha posto in essere la procedura di AIR, Analisi di Impatto Regolamentare, dando luogo ad oltre 30 incontri bilaterali con le aziende del comparto audiovisivo, con le rappresentanze datoriali e dei lavoratori, organizzando seminari e workshop ah hoc.
A partire da novembre 2009 ha promosso l’ Appello Donne e Media, un network che si è radunato attorno al piano di riforme elaborato e proposto alle autorità competenti, ampiamente condiviso in rete, per una rappresentazione realistica e non stereotipata del merito e delle donne in Tv e nei mezzi di comunicazione.
Ha maturato una sorta di intolleranza alla diffusa esaltazione, in tuti i media, della volgarità a scapito della creatività. degli aspetti peggiori della società e delle capacità umane.
E’ convinta che dalla “dieta mediatica” dipenderà fortemente la concreta ripresa dell’Italia.
Per tale motivo anima su Huffington Post questo spazio sul rapporto tra media e progresso sociale.
La massiccia adesione raccolta attorno alle riforme che ha proposto dal 2009, da parte di migliaia di persone, tra singoli e associazioni, grazie alla campagna web diffusa dal quotidiano key4biz, ha portato all’approvazione della prima riforma di genere nei media, con 13 nuovi impegni per la RAI, inseriti nel Contratto di servizio pubblico, in vigore da giugno 2011. Un caso di e-government a lieto fine.
Da Internet alle riforme: è la storia di un successo in Rete.

L’Appello ha chiesto, in audizione in Commissione di Vigilanza del dicembre 2014, che ilconcetto di merito diventi il criterio selettivo per ogni partecipante ai programmi del servizio pubblico.
Prosegue la raccolta firme per l’adozione del Codice di autoregolamentazione, in linea con gli altri Paesi europei, l’insediamento istituzionale di un Comitato con funzioni di controllo e propositive per la formazione di autori, registi, giornalisti e professionisti in generale dei mezzi di comunicazione, l’affermazione di un condiviso.

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