Dopo una tesi di laurea in Economia Internazionale, all’Università la Sapienza di Roma, fin da subito l’attrazione per il settore della comunicazione l’ha condotta a specializzarsi, con il Master Europeo in Gestione di Impresa Audiovisiva, patrocinato dall’ANICA (Associazione Nazionale delle Imprese Cinematografiche e Audiovisive).

Apre il nuovo millennio come autrice e conduttrice radiofonica in RAI, con la nota trasmissione “Notturno Italiano”, in qualità di esperta di comunicazione, sul tema: “Le regole della comunicazione per avere successo”.

Consolida l’esperienza nella comunicazione istituzionale, prima come responsabile dell’Ufficio Stampa al Ministero dei Trasporti e della Navigazione – Dipartimento Trasporto Aereo.

Poi come Responsabile dell’Ufficio Stampa e delle strategie di Comunicazione del Partito Socialista Nuovo-Psi e della relativa componente parlamentare. Elabora la comunicazione strategica per le campagne elettorali nazionali, europee e amministrative, nonché per i Congressi nazionali dal 2001 al 2007: anni durante i quali il “neonato” NuovoPsi incrementa il consenso eleggendo 5 parlamentari nazionali e 2 in Europa. Quattro gli esponenti di governo, tra cui un ministro, una rappresentanza nei consigli della stragrande maggioranza delle amministrazioni regionali, provinciali e comunali, sono il primo risultato di una comunicazione schietta e un po’ sfrontata, pur se a basso costo (poche le risorse a disposizione rispetto ai partiti più grandi). Gabriella Cims è nel 2003 una mosca bianca, giovane donna portavoce di un partito e del suo leader, Gianni De Michelis (nuovopsi.com).

Un piccolo partito che doveva muoversi nel sistema maggioritario a due coalizioni (che nel 2001 era molto più rigido di oggi) era un po’ come Davide contro Golia e per questo Cims è stata una delle prime leader della comunicazione politica a volere fortemente il sito del partito (era il 2001!), attivando attraverso il web anche le campagne di tesseramento nonché di comunicazione; ha elaborato la teoria della “Piramide mediatica rovesciata”, oggetto di diverse pubblicazioni, tra cui “L’enciclopedia della Comunicazione”, edizione 2005. Un meccanismo bottom-up, che si prefiggeva di scalare le vette mediatiche delle più rilevanti testate giornalistiche e televisive nazionali, attraverso una rete di “antenne regionali” di web-master e comunicatori preposti a penetrare la stampa locale fino a fare massa critica. Il sistema di networking dei comunicatori si è poi rilevato utilissimo e strategico anche per la successiva campagna di adesioni avviata col suo Appello Donne e Media, nel 2009.

Nel 2004 è co-fondatrice del quotidiano “socialistaLAB”, che promuove il dibattito sul socialismo riformista in Italia ed in Europa, e di cui è stata membro del consiglio di amministrazione sino al 2006.

Per IPALMO, Istituto per la cooperazione internazionale con cui collabora tra il 2002 e il 2007, prende parte al coordinamento di iniziative volte a promuovere il dialogo, favorire lo scambio culturale, le conoscenze economiche e divulgare il funzionamento dei sistemi democratici, poste in essere in diverse città mediorientali tra cui Rabat, Algeri, Tunisi, oltre che in Italia. Anche in questa esperienza, ha acceso i riflettori sulle nuove opportunità di comunicazione derivanti dalle innovazioni tecnologiche, quale ponte tra la sponda meridionale e settentrionale del Mediterraneo (ipalmo.com).

A partire dal 2004, segue passo dopo passo il lungo processo di revisione della più importante normativa europea che regola l’industria audiovisiva, la nota direttiva “Tv senza frontiere”. Partecipa, per il Governo nazionale, alla conferenza internazionale di Liverpool (settembre 2005 cfr Il Tempo) dove i massimi operatori europei del comparto in questione vengono convocati per confrontarsi sulle sfide messe in campo dall’innovazione tecnologica che di lì a poco avrebbe rivoluzionato il vecchio sistema della Tv tradizionale, facendolo convergere con le piattaforme Internet e con i social network che si stavano affacciando sullo scenario mediatico (Facebook viene lanciato nel febbraio 2004); per la Commissione Industria del Parlamento Europeo, continua a seguire tutte le fasi di consultazioni, fino all’approvazione della nuova direttiva “Audiovisual Media Services”, il 19 dicembre 2007, volta a regolamentare tutto il rinnovato comparto audiovisivo, compresi i nuovi media.

Dic. 2006 – Nov. 2007, consulente Rai, per la “Direzione Relazioni Istituzionali e Internazionali”, con l’incarico di monitorare lo sviluppo dei lavori europei sui temi di interesse per Rai, negli aspetti regolatori e legislativi. Edita uno specifico documento sulla direttiva AVMS, come approvata nel dicembre 2007.

2005-2006, edita la documentazione per le Istituzioni Italiane (Governo e Parlamento), riguardo alla consultazione pubblica Europea sulla regolamentazione audiovisiva, per l’aggiornamento della Direttiva “Televisione senza frontiere”.

Molte le iniziative che Cims pone in essere in questa fase, quale titolare dello studio professionale cimsComunicazioni, fondato nel 2004, sul tema della regolamentazione europea e nazionale dell’industria audiovisiva. Promuove confronti e dibattiti, workshop a porte chiuse e conferenze pubbliche sullo stato della competitività dell’Industria Audiovisiva Nazionale, in confronto con lo scenario europeo e globale. In ciascuna iniziativa coinvolge i principali protagonisti del settore, tra i quali carriers Telefonici, Tv broadcaster, Tv Satellitare, Tv Digitali, l’Autorità per le Comunicazioni, le associazioni della stampa e degli editori, dei produttori cinematografici e televisivi, dei produttori e aggregatori di contenuti per i New Media, Cinecittà, Confindustria, Governo e Parlamento italiano, con le relative commissioni competenti in materia. L’attenzione è sempre incentrata sul recupero di competitività del settore dei media, strettamente connesso con la produzione di contenuti, comparto in cui l’Italia, per creatività e giacimenti culturali, potrebbe giocare un ruolo decisamente strategico.

In particolare, nell’ambito del festival europeo Eurovisioni del 2008, Cims organizza il convegno dal titolo “Il diavolo veste placement! Le nuove regole europee sui servizi di media audiovisivi: rischi e opportunità per l’industria”, il primo confronto nazionale ed europeo, sulle nuove regole e sulla possibilità di utilizzare il “product placement”, vale a dire l’inserimento di brand, prima vietato, anche nelle trasmissioni televisive. Cogliendo in ciò la concreta possibilità di reperire nuove risorse, indispensabili per la produzione di contenuti e per il rilancio della competitività.

Alcuni dei convegni pubblici promossi:

  • 8 marzo 2005: “I nuovi scenari della comunicazione: le risposte allo sviluppo tecnologico

e all’evoluzione dell’assetto europeo”. Quale ruolo per l’Italia? (Camera dei Deputati)

  • 11 dicembre 2006: “Industria audiovisiva e innovazione: competere nel mercato globale”.La sfida è in atto e passa per l’Europa. (Montecitorio)

  • 8 luglio 2008: “La Direttiva Europea “Audiovisual Media Services”: recepimento e competitività dell’industria audiovisiva. (Roma Fiction Fest, Roma-Cinema Adriano)

  • 22 ottobre 2008: “Il diavolo veste placement!Le nuove regole europee sui servizi di media audiovisivi: rischi e opportunità per l’industria”. (Eurovisioni, Roma-Palazzo delle Esposizioni)

  • 30 giugno 2009: “Industria Audiovisiva e normativa Europea: quali scelte per competere sul mercato globale”? (Montecitorio)

Cims ha un consolidato ruolo di esperta di regolamentazione dell’industria audiovisiva, quando viene nominata nell’aprile 2010, “Responsabile dell’Osservatorio sulla Direttiva Ue Servizi di Media Audiovisivi” del Ministero dello Sviluppo economico- Dipartimento Comunicazioni. (link….). L’oggetto dell’incarico, motivato anche dalla succitata esperienza europea, è focalizzato a monitorare le posizioni ex ante e gli effetti ex post rispetto al decreto con cui il Governo è delegato a recepire la Direttiva in questione, attraverso una fitta attività di consultazione con i massimi protagonisti del comparto, industrie ed associazioni di categoria, nonché attraverso la promozione di confronti pubblici di cui la responsabile elaborava le linee guida di discussione.

Da Responsabile dell’Osservatorio che operava proprio sulla regolamentazione europea, la Cims mette in evidenza il grave gap in cui versa l’Italia in tema di norme per l’utilizzo dell’immagine femminile nei mezzi di comunicazione. Dopo ave ricevuto migliaia di email al suo indirizzo del ministero, che ancora conserva con affetto, è così che, nel novembre 2009, lancia un accorato Appello, attraverso il quotidiano on-line key4biz e Rainews24, alle massime istituzioni, a partire dal presidente della Repubblica, per avviare un nuovo corso, un modo più vero di raccontare le donne in Tv, sulla pubblicità, sulla carta stampata e nei nuovi media. Migliaia di sottoscrizioni si addensano attorno alla iniziativa della Responsabile dell’Osservatorio, quale promotrice dell’Appello Donne e Media, a sostegno del piano di riforme che elabora per una rappresentazione non stereotipata della realtà femminile italiana nei mezzi di comunicazione. Quattro punti fondamentali, messi nero su bianco, convincono migliaia di donne e di uomini a sostenere un cambiamento epocale: 1. la riforma della Rai, con una nuova policy di genere che inserisce per la prima volta 13 nuovi impegni per la Rai che si impegna ad una programmazione “rispettosa della dignità umana, culturale e professionale delle donne”; 2. l’adozione di un Codice Deontologico Donne e Media valido per tutti i mezzi di comunicazione, oltre che per la Rai; 3. l’insediamento di un Comitato Donne e Media per il monitoraggio e controllo dell’applicazione delle nuove regole ma anche per avviare una serie di iniziative concrete, a partire dalla formazione, in linea con gli altri paesi europei; 4. l’armonizzazione delle diverse norme vigenti nei paesi dell’Unione, per uno Standard Europeo Donne e Media. La Promotrice dell’Appello Donne e Media è dunque l’autrice dei tredici articoli inseriti per la prima volta nel Contratto di servizio pubblico radiotelevisivo, come pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2011.

E’ l’autrice dei primi 13 nuovi articoli sulla parità di genere nella rappresentazione delle donne , inseriti nel contratto di servizio Rai 2010/1012 e promotrice dell’“Appello Donne e Media”

Nov. 2009 – in corso

Da giugno 2010– in corso

E’ componente del Comitato Unico di Garanzia del Ministero dello Sviluppo Economico, su incarico del 22/12/2010 della Presidente del CPO, quale “esperta di regolamentazione dei Media”.

Dal 3 maggio 2012– in corso

E’ membro del Tavolo tecnico paritetico MiSE/Pari Opportunità

Insediato con Decreto del 20 aprile 2012 dal Ministro del Lavoro con delega alle pari opportunità, il Tavolo è volto alla “elaborazione di una proposta di Codice di autoregolamentazione recante linee guida del rispetto della rappresentazione della figura femminile nei media”.

Valuta questo articolo